IL PEGGIO DEL PEGGIO DEL 2020

Perché accontentarsi dei migliori quando si può sguazzare nella melma del peggio dell’anno peggiore in cui abbiamo mai vissuto? Nel dubbio di esserci persi per strada qualche pezzo di rogna, qualche grana molecolare rimasta infilata in qualche guanto di nitrile scambiato per un profilattico in una notte brava in quarantena, eccovi una carrellata delle attività umane peggiori di questo 2020, all’insegna dell’Occidente civilizzato. La mimesis del male come non l’avete mai voluta vedere. Con tanto di pagelle, perché le querele ci piacciono solo se sono proporzionate alle offese.

MATTEO SALVINI
Voto: 5

Ma come? Dopo un anno di protagonismo assoluto, roba da psicanalisi cruenta, tra leggi illeggibili (ma purtroppo approvate) e fanfare ai citofoni, all’apice della sua manifestazione diavolesca, Matteo ci molla proprio all’alba degli anni Venti? Male, malissimo. Attapirato politico per eccellenza di questo 2020, il duce leghista con aspirazioni dannunziane deve cedere lo scettro della Destra alla Meloni, il palcoscenico di Palazzo Chigi a Gigi Di Maio e la poltrona degli show televisivi a Bassetti. No, così non vale. C’erano le basi per una nuova epica oscurantista e Matteo ha buttato tutto nel cesso. È proprio vero che la Destra italiana non mantiene mai le promesse…

IL POLITICALLY CORRECT
Voto: 6,5

La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzione e le scale per il paradiso sono le più scivolose. La questione non è il presunto eccesso di politically correct ma l’incomprensibile serenità di chi sta operando una caccia alle streghe a casaccio nel tentativo di rimediare a ferite irrimediabili come quelle inferte da Harvey Weinstein e Jeffrey Epstein, figli di un sistema di potere che, nelle sue fondamenta, è rimasto uguale. Mentre al di là dell’Atlantico si respira aria di tokenismo, qui da noi la graziosa mascotte di Facebook – l’umanità – ha installato nel proprio cervello l’economico software dell’indignazione che, oltre a rendere fastidiose le persone, le assolve dal complesso compito di produrre idee originali.

I NEGAZIONISTI
Voto: 7

Non premiamo tutti, bene inteso. Quelli un po’ pazzi ci fanno tenerezza, perché sono preda di una disabilità mentale temporanea e i matti vanno accuditi e coccolati fino al giorno del rinsavimento. Ma gli stronzi e le stronze di quella che a tutti gli effetti è una nuova avanguardia di eugenetica col pallino della libertà a qualunque costo, purché qualcuno li liberi dall’ingiustizia e dalla gabbia e dal bavaglio e dalla castità forzata, gli stessi che fino al marzo non vivevano, non manifestavano, non scopavano… un 7 pieno se lo portano a casa ad occhi chiusi. Se muoiono due vecchi o duecento o duemila, pazienza, io devo vivere… o no? Non me la ricordo mica la mia nonna paralitica che mi passava sottobanco le pizzette crude e illegali con le mani piene di rughe, di storie, di vita. E pure se me la ricordassi, in una di quelle sere che passo da solo come un cane davanti a Netflix senza sapere cosa guardare, be’, ho comunque cose più importanti da fare. Devo respirare lo smog senza mascherina, per esempio. O muori da bravo nipote o vivi abbastanza a lungo da diventare uno stronzo.

I 193 DEPUTATI CHE HANNO VOTATO CONTRO IL DDL ZAN
Voto: 8

Un conto è parlare di ideali, di correnti di pensiero, filosofie, esistenzialismi d’Oriente e pippe mentali d’Occidente. Tutt’altra storia sono i fatti, perché la storia si scrive con i fatti e noi vogliamo premiare chi, oltre a parlare e parlare, ci ha messo il ditino, chi ha agito consapevolmente per inseguire i propri sogni di bambino o bambina infelice. 193 esseri umani, con sangue pulsante nelle arterie, uomini e donne che hanno valorosamente portato a termine la loro missione votando contro una delle poche leggi arcobaleno mai entrate nel parlamento italiano. Basta discorsi da stadio, populismi, promesse non mantenute, citofoni, odiatori, leoni da tastiera, tuttologi del web, filosofi da poltrona e scribacchini: il 10 (con lode) va a chi agisce – come dovrebbe fare ogni vero attivista – per un mondo meno equo, meno solidale e meno libero. Chapeau.

VIKTOR ORBÁN
Voto: 9

Eccolo, lo spietato risolutore del ventunesimo secolo, lucido sfruttatore del deus ex machina chiamato SARS-CoV-2. Viktor Orbán, classe ’63, primo ministro ungherese, centravanti del Lato Oscuro, forte di uno stato di emergenza senza limiti di tempo. Autoproclamatosi divinità con una legge che rende immutabile il sesso biologico a partire dalla nascita, Viktor è il messia della Destra: sulla sua tavola rivelatrice brilla il motto “Az anya no, az apa férfi”, il padre è un uomo, la madre è una donna. La merda in Ungheria, oltre a essere un uomo, ha anche due nomi e un cognome: Viktor Mihály Orbán.

DEREK MICHAEL CHAUVIN, TOU THAO, THOMAS LANE & K. ALEXANDER KUENG
Voto: 10 e lode

A volte servono 193 perle per realizzare una collana a strozzo per i diritti civili, altre volte invece è sufficiente un set da otto pezzi per mettere in scena l’inferno dantesco in mezzo alla strada. Il set made in USA comprende quattro uomini e quattro distintivi. Il protagonista non è incluso nel prezzo, bisogna trovarlo in questa grottesca caccia al tesoro. E l’America, patria del politically correct, non poteva che offrire l’opportunità a un fortunato afroamericano, nel nome dell’inclusione e di un’ideale supremo: Stati Uniti d’America = Patria delle pari opportunità. Ce ne è voluto di tempo, ma alla fine ci sono riusciti!

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