‘Tremors’: in attesa del capitolo 7 #BADTHINGSHALLOWEEN

Durante le ultime settimane ho messo a posto la cantina di casa mia. Centinaia di videocassette con sopra registrati centinaia di film che mandavano in onda in tv sono sbucate fuori. Un po’ come sbucano fuori i Grabroid dal terreno.
Guarda caso sul nastro di una di queste cassette era registrato il primo capitolo di Tremors, film del 1990 diretto da Ron Underwood (sul nastro ci sono registrate anche le pubblicità, quindi quando Kevin Bacon sta per essere mangiato vivo, ecco che Meghan Gale ti ricorda che la Omintel ti fa un’offerta telefonica strepitosa). Così decisi di rivederlo, in quanto era passato davvero troppo tempo dall’ultima volta, e avevo quasi dimenticato che tipo di mostri erano raccontati in questa storia. Ovviamente non mi sono fermato al primo, ma li ho visti tutti e sei prima di scriverci. Anche perché il 31 ottobre di quest’anno uscirà per l’home video il settimo capitolo della storia, e volevo farmi trovare preparato.
Dunque dunque dunque… il filo conduttore – che in questo caso sarebbe anche la trama di base per ogni capitolo – di ogni film è presto detto: un gruppo di vermoni che abitano nel sottosuolo cacciano le loro prede utilizzando le frequenze sismiche e i rumori che i malcapitati fanno in superficie. I diversi protagonisti dei film devono affrontarli per poter continuare a vivere.

Le vicende di Tremors, in 3 casi su 7, si svolgono nella cittadina di Perfection, che sembra qualcosa di avanzato dal vecchio West. È isolato, con una sola strada che conduce alla civiltà e vanta una popolazione di 14 residenti – il numero cala alla fine del film ovviamente. La più grande novità in Perfection è l’arrivo della studentessa Rhonda LeBeck (Finn Carter) per effettuare letture sismologiche nel deserto. Potrebbe non essere la ragazza più carina in circolazione, ma lo è abbastanza per attirare l’attenzione del laconico tuttofare Earl Bassett (Fred Ward) e di Val McKee (Kevin Bacon). Tuttavia, non appena Rhonda arriva, altre persone iniziano a scomparire o finiscono per morire. Diventa presto evidente che c’è qualcosa sotto terra che apprezza il sapore della carne umana.

Questo è il primo film: genuino, notevole, memorabile. È vero che poi sono diventato un fan dell’intera saga, ma comprendo benissimo chi dopo averne visti due preferisce spostarsi su qualcos’altro – d’altronde fosse per me potrei vedere ancora 18 capitoli di Jurassic Park senza stancarmi mai, quindi faccio poco testo. È un bel cast per una produzione a basso budget. Kevin Bacon è la più grande star; tuttavia, sebbene possa avere il suo ruolo, non è il tipo di attore che può determinare automaticamente il successo di un film. Michael Gross e Reba McEntire al contrario interpretano gli amanti delle armi e rubano ogni scena in cui si trovano. Da non protagonisti, sono tra i più memorabili (hanno anche le battute migliori). Sarà poi proprio Michael Gross a fare da collante per ogni film, un personaggio a cui mi sono affezionato a tratti ma che alla lunga stanca (e che ritroveremo anche nel settimo). Piccola menzione va ad Ariana Richards, che poi sarà Alexis Murphy in Jurassic Park 3 anni dopo.

Bisogna considerare anche il fattore effetto speciale: i fondi erano limitati. Ma hanno comunque fatto un ottimo lavoro nel rendere i graboid minacciosi: prendendo spunto da Lo Squalo di Steven Spielberg, Tremors limita quanto vediamo delle bestie, almeno mentre sono vive. Scavano sotto terra e tirano fuori le loro lingue simili a serpenti da sotto la sabbia, ma i loro corpi giganteschi a forma di cono rimangono sepolti. È un merito per il modo in cui il film è stato assemblato il fatto che non abbiamo mai messo in dubbio la realtà delle creature. Non c’è mai un caso in cui puntiamo lo schermo e ridiamo di qualcosa che è ovviamente un mucchio di gomma.
Prendere sul serio Tremors è un esercizio futile. È una sceneggiatura ironica e gli attori la interpretano in tal modo. Il tardivo successo del film ha portato a molte imitazioni, ma nessuno di loro – nemmeno i sequel diretti – ha catturato il mix di umorismo, azione, avventura e sangue con la stessa destrezza mostrata da Underwood.
Va detto che la saga di Tremors è uno di quei rari casi che fallisce al cinema ma che riesce a sopravvivere grazie alla distribuzione per la visione a casa. Non è difficile capire perché nel ’90 abbia avuto successo: un film di mostri decente con effetti speciali tollerabili (specialmente perché, a differenza di moltissimi altri film sul genere, sono “illuminati” dalla luce solare, quindi il favore delle tenebre non viene in aiuto); in più c’è una buona dose di tensione durante le scene d’azione, oltre a un forte senso dell’umorismo.

Spesso gli horror/comedy si spostano troppo da una parte o dall’altra del confine che li divide, ma Tremors cammina come una corda tesa.
Saltiamo quando dovremmo saltare e ridiamo quando dovremmo ridere (non il contrario). Forse la domanda più grande su questo film è perché ci sia voluto un rilascio video prima che il pubblico lo accettasse.
Le persone ricordano Tremors con affetto perché, sebbene il film abbia diversi momenti di spicco, offre anche agli spettatori l’opportunità di rilassarsi. I personaggi sono tutti simpatici; non ci sono fazioni scomode, lotte di potere o cattivi a due gambe. Gli umani non fanno cose stupide in nome dell’avidità; la sopravvivenza è il loro unico obiettivo. Non c’è niente di nuovo in Tremors; prende solo in prestito generosamente da molti dei film di mostri. Ma io ci sono molto affezionato.
Mangiate dei verimini gommosi durante la visione.

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