Le 10 migliori serie del 2019

Proseguiamo con le classifiche, ma questa volta parliamo di serie. Il 2019 è stato sicuramente un anno molto importante, soprattutto per l’arrivo degli OTT. Molti, infatti, hanno iniziato a parlare di “streaming war”: Disney + e Apple Tv sono entrate definitivamente nel mercato dello streaming, facendo sudare Netflix, Amazon Prime, Hulu e tutti gli altri servizi, a cui si aggiungerà nella primavera 2020 anche HBO Max. Diventa così sempre più difficile riuscire a essere aggiornati sulle nuove uscite, cercando di capire quale possa valere davvero la pena e quelle più in lizza per spodestare GoT dal trono delle serie.
Nonostante questo, non è stato troppo difficile stilare questa classifica. Perciò se vi siete persi qualche titolo durante l’anno, ecco le serie che dovete assolutamente recuperare. 

10. Sex education (netflix)

Una delle poche serie Netflix che mi ha veramente conquistato quest’anno, e l’unica che non vedo l’ora di rivedere nel 2020. Sex Education è una piccola perla che prova a sfatare il tabù del sesso raccontando una storia di crescita e allo stesso tempo facendo un sacco di informazione. I temi trattati non risparmiano naturalmente l’identità sessuale e di genere, incluse tutte quelle che la società chiama “perversioni” e che, per la prima volta in una serie Young Adult, vengono “normalizzate” ed esplorate.

9. the mandalorian (disney +)

Il solito parco a tema firmato Disney. Uno spettacolo; entertainment allo stato puro, ma di cui fa parte un running plot abbastanza scarso che lascia spazio a episodi quasi del tutto autoconclusivi, in cui poter ritrovare le più archetipiche storie mai raccontate. Insomma, tutto già visto e sentito… ma in salsa Disney, si sa, diventa tutto più divertente e bello (da vedere). E poi c’è Baby Yoda. 

8. undone (amazon)

Una delle serie che più mi ha colpito, perché ha saputo sfruttare al massimo le potenzialità del rotoscope. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità: è il mantra che si deve ripetere chiunque si metta al lavoro con questa tecnica di animazione particolare e atipica, confrontandosi con le opere cinematografiche che hanno dato il via (su tutte, Waking Life). E Undone ci riesce benissimo, raccontando una storia in cui perdersi, ritrovarsi, e poi perdersi di nuovo, facendo segno grazie anche a una sceneggiatura portentosa. 

7. fleabag (amazon)

Bella, piacevole, spassosa e arguta: sto parlando di Fleabag, la serie più discussa quest’anno prodotta da Amazon Prime Studios. Phoebe Waller-Bridge riesce a creare la perfetta serie per il 2019, portando il femminismo al suo massimo splendore e raccontando una storia semplice ma concisa, intelligente e tragicomica, da cui rimanere colpiti tra una lacrima e una risata. Fleabag è un modello di serie che ci insegna come essere originali con certe tematiche senza scadere nella banalità; non ha inventato niente, per carità, e Carrie Bradshaw spezzava la quarta parete già nel 1998. Eppure risulta fresca, leggera, tagliente e affilata come un coltello da cucina. Impossibile non restarne affascinati. 

6. WHEN THEY SEE US (NETFLIX)

Non so perché mi era sfuggito questo gioiellino, eppure è il prodotto Netflix migliore dell’anno. Si tratta di una mini-serie di quattro episodi basata sulla vera storia dei “5 di Central Park”, quando nel 1989 una jogger fu aggredita e stuprata a Central Park e al posto del vero colpevole furono processati e condannati cinque ragazzi adolescenti, tutti sotto i 18 anni, costretti ad auto-dichiararsi colpevoli davanti alla telecamera con la promessa che sarebbero tornati a casa. When They See Us trascina lo spettatore in uno dei casi di aborto giudiziario a sfondo razzista più terribili della storia americana, e lo fa senza risparmiare le atrocità e la crudeltà della vicenda, grazie a una recitazione corale da brividi, a una sceneggiatura dignitosa e a una regia e una fotografia da cui nessuno si vorrebbe mai staccare.

5. the boys (amazon)

Una delle tante sorprese di quest’anno, regalataci direttamente dagli studios di Amazon Prime che hanno provato a cavalcare l’onda dei “supereroi” proponendo una serie molto vicina al mondo di Watchmen (anch’essa tratta da dei fumetti), in cui i supereroi non sono così buoni come ci hanno insegnato. Con il pilot più bello e straordinario dell’anno, The Boys è un viaggio all’insegna del politicamente scorretto, che non mantiene le premesse del primo episodio, è vero, eppure arriva lo stesso. 

4. chernobyl (hbo)

A maggio non si è parlato d’altro: Chernobyl, prodotta da HBO, è stata sulla bocca di tutt* per almeno due mesi, e non poteva non essere in questa lista. Il pregio più grande di Chernobyl è lo stesso di molti prodotti audiovisivi che riescono a terrorizzarti pur senza farti vedere mai niente. Ma questa volta c’è lo zampino di HBO, e non possiamo non soffermarci su tutti i dettagli storici e politici che sono riusciti a ricostruire fedelmente, raccontando in modo decisamente originale un capitolo oscuro della storia dell’umanità che, seppur conta un numero improbabile di tentativi di trasposizioni, non aveva ancora mai avuto un simile impatto se non nei documentari.  

3. euphoria (hbo)

Dopo Chernobyl, la seconda serie più chiacchierata dell’anno è stata sicuramente Euphoria, che ha fornito un po’ di gossip e un po’ di scandalo come non se ne sentiva da tempo. Medaglia di bronzo di questa lista, Euphoria aveva la grandissima potenzialità di essere un vero e proprio capolavoro, se non fosse che dopo la quarta puntata in poi si sgonfia come un palloncino, e tutti i motivi che fino a quel momento l’avevano eletta a “serie dell’anno” sono venuti piano piano meno, in primis una regia fenomenale e una fotografia da capogiro. La storia non è delle più originali, ma il modo “adulto” e serio con cui vengono affrontate – e girate – tematiche e dinamiche adolescenziali, da sempre relegate a una regia di serie-b giusto per accontentare il giovane pubblico che tanto non ne capisce un cazzo né di cinema né di televisione, la rendono a tutti gli effetti unica e innovativa. Inoltre è intrisa di sesso, violenza e droga, tre elementi ricorrenti che vengono mostrati in ogni modo possibile senza censura alcuna, nel classico stile HBO.

2. watchmen (hbo)

Al contrario di Euphoria, Watchmen ha il grande pregio di partire più in sordina di quello che diventa con il susseguirsi delle puntate, ovvero un concentrato di cinema e intrattenimento allo stato puro, ma creando un prodotto televisivo unico, inimitabile, imperdibile. Watchmen non si aggiudica il primo premio per poco, veramente poco, perché tutto si muove in modo sublime e perfetto nella serie: dalla sceneggiatura alla regia, dalla recitazione alla fotografia, è tutto impeccabile, tutto troppo bello, in grado di regalare qualche buon colpo di scena alla vecchia maniera. Watchmen si muove su binari diversi rispetto al resto delle serie, il che la rende veramente rara, in un panorama sempre più colmo ma sempre più complicato per l’arrivo delle novità. Eppure Watchmen prende tutto quello ha imparato dai fumetti di Moore e dal film di Snyder e lo trasforma in qualcosa di mai visto, in grado di sconvolgere grazie alla sua potenza visiva e narrativa. 

1.years and years (bbc)

Primo posto e medaglia d’oro per Years & Years, che vince il premio “serie dell’anno” ma anche quello di “serie meno inculata da tutti”, in primis da parte dei sottotitolatori italiani amatoriali che perdono tempo dietro a cagate immonde ma su Years & Years, dopo quasi un anno, ancora niente. Questo purtroppo è stato un grande limite in Italia, in cui il verbo di Russell T. Davies non si è diffuso se non per la voce di tutt* quell* che l’hanno vista. Perché Years & Years non è solo la serie dell’anno, ma anche una delle cose più belle ed emozionanti e strazianti che io abbia mai visto. Con Y&Y ho riso tantissimo e pianto tantissimo, ma ancora di più mi sono legato a tutti i personaggi come fossero la mia famiglia, e ho sofferto insieme a loro tutti i cambiamenti imminenti di un futuro che hanno già piantato i loro semi e non aspettano altro che crescere. Y&Y ti spiazza, ti lascia indifeso, povero e solo in un mondo sempre più allo sfacelo e alla deriva; eppure, non si dimentica mai di lasciarti una piccola speranza, tra tutto l’orrore e la merda che ti spiattella sulla faccia puntata dopo puntata che ti costringono a provare un brivido dietro la schiena se solo pensi che tutto ciò succede già intorno a te. Ma questo è anche il bello di Y&Y, perché dopotutto, oltre alla voglia di mettere fine istantaneamente alla tua vita, Y&Y ti rende anche una persona migliore, raccontandoti la storia di una famiglia con cui sentirai inevitabilmente di avere un legame e per cui ti sforzerai cercando di capire come proteggerli dal mare di merda che li/ci investirà tutt*. 

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