I 10 migliori album pop del 2019

Piccola settimana di anteprima del blog che riaprirà a gennaio, con questa mini-rassegna di articoli in cui i membri della redazione tirano le somme dell’anno appena passato per quanto riguarda film, musica e serie. 

Oggi inauguriamo le classifiche con gli album (che rispondono a una definizione molto vaga di pop), e come al solito urge una premessa generale: quest’anno come non mai è uscita una caterva di roba, ma il tempo è per tutt* quello che è. Perciò se vi sembrerà che manchi qualche film, o serie, o album, fatevene una ragione: può darsi che ce lo siamo perso, così come può darsi che ci ha fatto schifo.
Tanto non lo saprete mai.

10. WILLOW – Willow

Dopo due anni dall’ultimo disco, The 1st, la ragazzina prodigio di Whip My Hair quest’anno è tornata con il suo terzo album, WILLOW, ricco di arrangiamenti interessanti, produzioni sperimentali e testi ben scritti. Negli anni Willow si conquistata una fama e una stima di tutto rispetto, da parte di critica e colleghi del mondo della musica, fregandosene di risultare accattivante ma concentrandosi più su un percorso di ricerca artistica che, sono sicuro, col tempo la porterà lontano. 

9. Don’t feed the pop monster – broods

I Broods passeranno alla storia come uno dei gruppi pop più sottovalutati di sempre. Perché con il terzo album, Don’t Feed The Pop Monster, hanno dimostrato di avere piena consapevolezza e di saper giocare con le sonorità senza cercare a tutti i costi il bop. Interessante che dopo il secondo album, Conscious, più feroce ed elettropop, con la loro ultima fatica sono tornati sui vecchi passi, richiamando una produzione più indie che ricorda da vicino il dream pop e sfornando un album compatto e coeso, in cui risulta veramente difficile trovare un pezzo che stona. 

8. LIBERATO – LIBERATO

Avevo deciso che nella classifica ci sarebbe stato almeno un italiano, perché il 2019 è stato un anno fortunato anche nel nostro paese, soprattutto per quanto riguarda la musica pop, tra vecchie e nuove facce. Ma c’è anche chi una faccia non ce l’ha, ma possiede comunque il talento e l’ingegno che gli hanno permesso di comparire non solo in questa classifica, ma di scalarla; perché LIBERATO è un vero pezzo da novanta, e lui risulta uno dei pochi in Italia con il coraggio di sperimentare, unendo sonorità internazionali a testi napoletani e dando vita a qualcuno di nuovo, unico, qualcosa che prima di lui non c’era, e che lo rende a tutti gli effetti uno degli artisti italiani più innovativi e originali degli ultimi anni.

7. CHARLI – Charli XCX

Nonostante la mia antipatia per la svolta da PC Music di Charlie XCX, non potevo non mettere in questa classifica uno degli album pop più audaci di quest’anno. Non sono un grande amante del genere, ma Charli XCX questa volta ha fatto il botto: dalle collaborazioni alle produzioni, CHARLI è un vero gioiellino di future pop, in grado di anticipare di almeno dieci anni quelle che di sicuro saranno le sonorità più in voga nel futuro.

6. All Mirrors – Angel Olsen

Angel Olsen è un’artista alternative pop sulla scena musicale da un po’, ma quest’anno ha pubblicato l’album definitivo: All Mirrors, un concentrato di genere dall’immenso valore artistico, impreziosito da testi profondi e ricercati. Le sonorità richiamano il mondo di Twin Peaks, formando un corollario di ballad elettroniche al quale è difficile rimanere impassibili. Con All Mirrors Angel Olsen dimostra di essere un’artista a tutto tondo in grado di stupire, coinvolgere, emozionare, donando nuova linfa al pop e scalando le classifiche di tutto il mondo. 

5. IGOR – Tyler, The Creator

Insieme a Frank Ocean, uno degli artisti hip-hop più versatili sulla scena contemporanea. Tyler, The Creator è difficile che faccia passi falsi, e IGOR si conferma forse uno degli album meglio riusciti, senza togliere nulla ai precedenti. Ma nel suo ultimo lavoro, Tyler, The Creator riversa tutto se stesso, sfidando le leggi della produzione musicale con influenze da tutte le parti e da tutti i generi per creare qualcosa di unico.

4. MAGDALENE – FKA Twigs

Uno degli album più attesi dell’anno da parte di una delle artiste più sensazionali degli ultimi anni. Le aspettative non sono state mantenute, ma superate. Ed era difficile pensare che FKA Twigs potesse fare ancora meglio di quanto non avesse già fatto, eppure MAGDALENE è tutto quello che ha fatto nella sua carriera musicale e anche di più. Insieme a Skrillex e Nicolas Jaar, FKA Twigs ha sfornato uno degli album migliori dell’anno, facendo confluire in esso tutto il talento che da sempre l’ha distinta. Un album che striscia sottopelle e colpisce, grazie a testi raffinati e un’attenzione maniacale verso un percorso artistico che pochi altri hanno.

3. Norman Fucking Rockwell! – Lana Del Rey

C’è chi pensa che Lana Del Rey sia già finita, eppure è l’unica emersa dal mondo del pop che continua a lavorare ogni anno assecondando nient’altro che il suo estro, senza considerare minimamente la musica mainstream ma pubblicando un album complesso, pesante, difficile da digerire, sia per la durata delle canzoni che per la produzione, a tratti minimalista. Eppure Norman Fucking Rockwell! arriva proprio per questo, perché non è solo un album, ma un vero e proprio pezzo d’arte: i riferimenti artistici/culturali si sprecano, soprattutto nei testi, dimostrando da parte di Lana Del Rey un talento nella scrittura inarrivabile.

2. III – BANKS

Nonostante non sia il suo album migliore e abbia fatto sicuramente di meglio in passato, III di BANKS si è guadagnato, a posteriori, la medaglia d’argento in questa classifica. Un album che, a differenza dei precedente, ci mette di più ad ingranare, che richiede più ascolti e attenzione su tutti i lati della produzione, ma che ripaga il tempo speso. III non stanca, è un album quasi perfetto nella sua interezza, in cui ogni traccia acquista un senso, uno spazio. Il pop è un escamotage per giocare con i suoni e con i testi, attirando attenzioni con il pezzo più catchy, Gimme, per poi attecchire con tutti gli altri, formando un vero e proprio gioiellino con cui BANKS riesce a rimanere in testa a tutte le altre. 

1. When we all fall asleep, where do we go?
Billie Eilish

L’artista dell’anno è sicuramente lei: Billie Eilish, un nome che chi mi conosce sa che per me non è spuntato all’improvviso, ma che mai come quest’anno è esploso in tutto il mondo, facendole conoscere una fama senza precedenti. Tante le aspettative sull’album d’esordio, forse perfino troppe; eppure When We All Fall Asleep, Where Do We Go? colpisce per la sua freschezza, per la sua originalità, per la sua innovazione. Si tratta indubbiamente di uno degli esordi musicali migliori di sempre, soprattutto se si considera la giovane età dell’artista, in grado già di scrivere testi che imbarazzano la maggior parte dei suoi colleghi e delle sue colleghe da molti anni presenti sulla scena. Billie Eilish è un’artista incredibile, poliedrica, in grado di trasformare in oro tutto ciò che tocca, e che grazie al fratello ha sfornato un album unico in cui ha riversato tutta se stessa: le sue paure, le sue emozioni, le sue fragilità. Una cantautrice, artista e performer che non ha mai avuto paura di fare quello che voleva lei, trovando le parole giuste per comunicare a una generazione giovane ma non solo e parlare di temi difficili in un modo tutto suo.
Per questo per me When We All Fall Asleep, Where Do We Go? è l’album dell’anno.

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