Essere una troia

Questo testo è stato scritto come sfogo dall’intento vagamente provocatorio, il 23 marzo 2018.

Non ho mai tenuto nascosto il fatto che mi piacesse il sesso. Mi è stato insegnato che è una cosa bella per cui non bisogna provare vergogna (una vergogna che non è altro che una delle tante eredità dell’impronta cristiana sulla società occidentale), dunque ho sempre cercato di vivere la mia sessualità nella maniera che mi sembrava più giusta. Non più giusta per gli altri; più giusta per me. Non mi sono mai repressa e ho sempre seguito i miei desideri e le mie pulsioni, con un’unica idea in mente: fai attenzione, sii etica, non fare del male al prossimo ma fai sempre quello che vuoi, se rientra in questi limiti. Ho commesso degli sbagli, degli errori di calcolo, ho fatto cose di cui mi sono pentita e cose che mi si sono rivoltate contro. Ma ho sempre cercato di essere sempre il più possibile fedele a me stessa.
La prima volta che una persona a cui tenevo mi ha dato della troia mi ha colpita come un pugno in faccia. Era il 23 marzo di tre anni fa, io avevo appena compiuto diciassette anni e fino a quel momento non avevo avuto una vita sessuale particolarmente attiva. Ma anche se l’avessi avuta, non ci sarebbe stato nulla in essa che mi avrebbe potuto far meritare quella ferita.
Non ho mai tenuto nascosto il fatto che mi piacesse il sesso, ma neanche ho mai tenuto nascosto quanto tengo all’etica. Ma le persone sembrano vedere una sola faccia della medaglia. E quindi una seconda, una terza, una quarta volta quel pugno mi ha colpita, e ognuna è come la prima.
Perché?
È il mio corpo a tradirmi: un corpo di donna non può apprezzare pubblicamente le mille sfaccettature della sessualità senza che ci sia qualcosa sotto.
Mi piace il sesso. Mi piace il sesso, quindi sono pericolosa. Chissà cosa ho fatto. Chissà con chi. Chissà con quante persone. Mi piace il sesso, quindi sono inaffidabile e infedele, una zoccola, una bugiarda, una traditrice, una perversa, una stronza. Mi piace il sesso, quindi sono da evitare. Mi piace il sesso, quindi non posso essere monogama. Mi piace il sesso, quindi se ti sto lasciando è sicuramente perché ti ho tradito.
Gli uomini nel corso degli anni mi hanno detto molte cose. Mi hanno detto che sono buona solo per una botta e via. Mi hanno detto che con una che cerca il sesso – invece che aspettare che le piova in grembo l’uomo giusto – non ci uscirebbero (e me l’hanno detto uomini che stavano facendo esattamente quello che facevo io: cercare sesso). Mi hanno proposto di tutto, sicuri che gli avrei detto di sì. Tanto a me piaceva, no?
Oggi, tre anni esatti dopo la prima volta che una persona a cui un tempo tenevo mi ha dato della zoccola, dichiaro questo: se volete trattarmi come una strega, fatelo pure. Ma non lascerò che mi bruciate sul rogo della vostra ignoranza.

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