‘Biondologia’: il nuovo pop di Romina Falconi ci salverà

Siamo tutti d’accordo: la cantante pop più sottovalutata della storia della musica italiana si chiama Romina Falconi.
Classe 1985, nata a Roma, Romina ha debuttato in televisione a Sanremo Giovani nel 2007, con Ama. In seguito, nel 2012 ha partecipato a X-Factor, arrivando alla diretta con Morgan. Wikipedia afferma:   

Al momento della sua eliminazione, avvenuta durante la quarta puntata del programma, la cantante decide di rifiutare un contratto con la Sony Music per poter meglio perseguire le proprie scelte artistiche.

Da allora Romina ha pubblicato due album, uno nel 2015, Certi sogni si fanno attraverso un filo d’odio, e l’ultimo uscito da poco, Biondologia, una goccia di puro pop in un mare di merda.

Spalla destra di Immanuel Casto (i due hanno spesso collaborato per canzoni, video e tour) e paladina dei diritti LGBTQ, Romina si è fatta largo a spintoni nel panorama del pop italiano, ormai saturo da anni di ex vincitori di talent e talenti che non sfonderanno mai. Romina, infatti, nonostante sia riuscita nell’arco di dodici anni a creare un forte esercito di fan, purtroppo è ancora lontana dal “successo” di qualsiasi altra sua collega pop che viene invitata a talk show, che fa concerti sold out e che vende migliaia di copie vendute. Sintomo che in Italia sono pochi, veramente pochi quei casi di meritocrazia musicale per cui un cantante o un gruppo hanno il successo che si meritano; d’altronde, se esistesse davvero, a quest’ora ci sarebbe Romina Falconi a riempire gli stadi, non Emma Marrone, non Alessandra Amoroso, non Laura Pausini.
Come se in Italia il pop non sapesse parlare d’altro; o meglio, come se non sapesse parlare in un altro modo. 

Il merito di Romina Falconi è proprio questo: affrontare argomenti più o meno retorici in modo originale, fresco, divertente. Come il suo carissimo Casto Divo, Romina sta provando a cambiare la musica pop in Italia, sfoderando le unghie sul palco e cantando senza timore di usare parolacce o di toccare temi un po’ più importanti e sofisticati per il pubblico medio assuefatto alle solite puttanate. 
Nonostante il primo album, per quanto apprezzabile, pecchi un po’ di ingenuità, Biondologia è un vero portento, una chicca di un pop più intelligente, più libero, che purtroppo fatica a emergere; la dimostrazione che si può anche parlare delle solite cose, come l’amore, senza essere per forza banali (merito anche del suo innegabile talento nella scrittura). Infine, come se non bastasse, Romina fa un lavoro in più: vestendo i panni di una Electra Heart tutta italiana, in Biondologia traccia un percorso psicologico attraverso le fase più brutte della relazione, dal tradimento alla disillusione, dalla rottura alla presa di consapevolezza. 
In Italia sono veramente poche le donne che fanno buona musica pop: con Biondologia, Romina Falconi si inserisce definitivamente nella lista.
E se Myss Keta è la nostra diva, Romina è la nostra popstar.

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