INTRODUCING: Joji

Come spesso accade, ho conosciuto Joji grazie agli algoritmi di Youtube.
Con questo pezzo.

Non è stato amore al primo ascolto. Ricordo che ci ho messo un po’ per entrare in simbiosi con la sua musica, ma una volta che la connessione si era creata non ho potuto fare a meno di ascoltarlo per settimane.
Joji, pseudonimo di George Millerè un cantante e produttore discografico giapponese del 1992 naturalizzato australiano, esploso anni fa su Youtube (TVFilthyFrank) grazie a dei video in cui univa un tipo di umorismo tutto suo, a cavallo tra la satira e il nonsense, tra il black humor e il surrealismo. Poi, nel 2017 ha deciso di dedicarsi esclusivamente alla musica, e mai scelta fu tanto azzeccata.
All’inizio del suo percorso musicale usava lo pseudonimo Pink Guy, con il quale ha firmato il suo primo album omonimo auto-prodotto e fatto uscire interamente su Youtube, caratterizzato sempre dal suo stile unico e demenziale. L’album riscosse un buon successo di critica; in seguito decise di cambiare nome, diventando Joji (ovvero la trascrizione del suo nome dall’inglese al giapponese) e firmando con la 88rising, dedicandosi però maggiormente a un tipo di musica più sperimentale, dal retrogusto trip hop e alternative R&B.
Will He è stato il primo pezzo che ha fatto uscire con il nuovo pseudonimo, che anticipava l’EP In Tongues; grazie a una vastissima popolarità nella rete, ma anche a quello che sembrerebbe un talento innato nell’esprimersi attraverso la musiva, l’EP scalò facilmente le classifiche, attirando sempre di più l’attenzione e il consenso da parte di tutti, critica inclusa.

Joji è uno di quegli artisti nato, cresciuto e affermatosi grazie al potere del web (com’è successo con Halsey e la più recente Billie Eilish), sintomo di una democrazia – che a volte non coincide con la meritocrazia, ma questo è un altro discorso – sempre più viva che nasce non più dalla strada, ma dalle infinite connessioni della rete.
SLOW DANCING IN THE DARK è il primo singolo ufficiale estratto dal suo album di debutto, dal titolo BALLADS 1, rilasciato il 26 ottobre 2018, che raggiunse il terzo posto nella classifica Billboard 200 e il primo nella Billboard R&B/Hip Hop.
Un successo del tutto meritato per uno di quelli che per me è stato l’album più bello del 2018, con cui sono entrato più in fissa, che ho ascoltato in loop all’infinito senza mai stancarmi. L’album è un concentrato di basi elettroniche e R&B, che strizza l’orecchio al mondo del trip hop senza scadere mai nella banalità; Joji è riuscito forse più di chiunque altro a mescolare in modo intelligente i generi, dando nuova linfa a ciascuno di essi ed esprimendo se stesso attraverso un connubio di parole e suoni per cui è quasi impossibile rimanere inermi.
Quello che mi affascina di più del suo disco è come sia riuscito a creare un progetto unico ma completo, omogeneo, in cui ogni pezzo, ogni canzone dell’album si lega a un’altra, creando un’atmosfera cupa ma intima, oscura ma profonda; un vero e proprio pozzo di malinconia dal quale è difficile riemergere senza un graffio.
WANTED U è per adesso l’ultimo singolo estratto dall’album. Non si sa ancora niente di ulteriori progetti, ma quello che è certo è che se siete fan della musica elettronica di un certo tipo, quella conturbante, quella che ti trascina in un altro universo, quella che devi ascoltare quando sei in un certo mood ma tanto, fa niente, perché sei continuamente in quel cazzo di mood, allora non potete perdervelo.
TNBT: Joji.

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