‘Mamma Mia: Here We Go Again’ e cambiamo tutta la cronologia senza motivo

Mamma Mia (2008) e Mamma Mia: Here We Go Again (2018) costruiscono una storia lunga cinquant’anni, in cui l’unica cosa che funziona sono le canzoni senza tempo degli Abba (e la comparsata finale di Cher).
Cronologicamente, infatti, tra il primo e il secondo film ci sono non poche incongruenze e misteri, per non parlare di alcune domande fondamentali, come: che diavolo di fine hanno fatto Ali e Lisa, the greatest bestest mates di Sophie? E perché nello scrivere il sequel sembrano essersi dimenticati della bellissima chitarra di Harry e Donna e del fatto che da ragazzo fosse “Harry HeadBanger”, “quite a rebel”, facendolo diventare un delizioso stoccafisso imbarazzato (Hugh Skinner)?

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Hugh Skinner e Lily James in una scena del film

Ma forse mi sto facendo trascinare. Torniamo un attimo indietro e parliamo con ordine di questa confusissima cronologia. Dal primo Mamma Mia sappiamo solo che Sophie (Amanda Seyfried), che si sta per sposare, ha vent’anni, e che sua madre Donna (Meryl Streep) è rimasta incinta molto giovane, tanto che sua madre, di cui parla come se fosse una vecchia bigotta piena di Catholic guilt, probabilmente morta (“Somebody up there has got it in for me. I bet it’s my mother”, dice infatti Donna in un momento di frustrazione), quando è rimasta incinta le ha detto di non provare nemmeno a tornare a casa. Sappiamo anche che tutto questo è successo “in the time of the flower power” e che Sophie ha tre possibili padri: Sam (Pierce Brosnan, da giovane Jeremy Irvine), architetto americano con cui Donna ha una breve storia d’amore che la lascerà segnata per il resto della sua vita e che tornerà poi in America per sposarsi con la fidanzata Lorraine, spezzandole il cuore; Bill (Stellan Skarsgård, da giovane Josh Dylan), svedese; Harry (Colin Firth, da giovane il già citato Hugh Skinner), inglese, che conosce Donna mentre sta studiando a Parigi e salta su un treno per seguirla fino in Grecia. 

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Jeremy Irvine interpreta il giovane Sam

Dopo la nascita di Sophie, Donna si occupa per un periodo di un’anziana signora di nome Sofia, che le lascia dei soldi con cui Donna riesce ad aprire l’albergo che aveva progettato insieme a Sam, Villa Donna. Viene implicato che Sofia sia la prozia di Bill, che aveva evidentemente intuito che la bambina poteva essere del suo scapestrato nipote. Nel presente di Mamma Mia sono quindici anni che Donna ha l’albergo.

Ambientare i due film a dieci anni l’uno dall’altro sarebbe stata la cosa a mio parere più facile: in fondo, essendo passati dieci anni nella realtà, gli attori sono tutti invecchiati. Inoltre, Sophie ha uno smartphone decisamente anacronistico.
Infatti, Mamma Mia: Here We Go Again, che è ambientato cinque anni dopo Mamma Mia (ci viene detto che Sophie ha venticinque anni) ma è costruito a flashback per raccontare anche la storia di Donna giovane (interpretata da Lily James), si degna di concedere alcune date allo spettatore, complicando solo di più la vicenda.
Nel 1955 nasce Harry. Lo sappiamo perché viene inquadrato il suo passaporto.
Nel 1979 (un po’ tardi come “time of the flower power”) Donna e le sue migliori amiche Rosie (Julie Waiters da adulta, Alexa Davies da giovane) e Tanya (Christine Baranski da adulta, Jessica Keenan Wynn da giovane) si laureano a Oxford. Da ciò possiamo dedurre che Donna sia nata circa nel 1960 e abbia diciannove anni. Dopo la laurea, Donna parte per Parigi dove incontra Harry, che dunque secondo questa linea cronologica avrebbe ventiquattro anni. Mentre secondo il diario di Donna nel primo film lei e Harry vanno a letto solo l’undici agosto quando lui arriva in Grecia, secondo Mamma Mia: Here We Go Again il fattaccio succede a Parigi, e lui tenta sì di raggiungerla a Kalokairi, ma non ci riesce (causa traghetto con il malocchio che tutti perdono sistematicamente).

Donna da Parigi si sposta in Grecia dove prima conosce Bill e poi perde la testa per Sam, e sempre secondo il suo diario nel primo film il 17 luglio lei e Sam finiscono a letto. Dopodiché lei scopre che Sam è fidanzato, lui torna in America, nel frattempo ricompare Bill e Donna se ne va con lui e il 4 agosto (fonte, sempre il diario) va a letto pure con lui. Sam torna e se ne rivà subito con la coda tra le gambe, dopo aver scoperto che lei è via con Bill. Ma chi glielo dice? Una signora anziana che offre a Donna di abitare nella sua fattoria, e che possiamo intuire, anche se non ci viene mai detto, sia proprio Sofia la prozia di Bill che viene nominata in Mamma Mia! Nel sequel/prequel infatti il suo nome non viene mai fatto e la sua parentela con il giovane svedese non viene mai esplicitata, ma parla di Bill come se lo conoscesse. Inoltre è lei che tempo dopo aiuta Donna a partorire. Certo, tutto questo potevano anche dircelo esplicitamente.

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Josh Dylan e Lily James in una scena del film

Dunque, dato che Donna partorisce nel 1980 e Sophie ha vent’anni in Mamma Mia, ecco che questo film è chiaramente ambientato nel 2000.
Come abbiamo già detto, il futuro di Mamma Mia: Here We Go Again è ambientato cinque anni dopo il presente di Mamma Mia, dunque nel 2005… che non ha assolutamente senso, per cose come lo smartphone, di cui abbiamo già parlato. Donna è morta da un anno (ahimé) e abbiamo Sophie che ha ristrutturato l’albergo, cambiandogli nome in Hotel Bella Donna. Ed ecco che arriviamo all’ultima questione che non torna: il manager del nuovo albergo è un tale Fernando Cienfuegos (Andy Garcìa, che con la barba e lo sguardo pieno di dolore e mistero è puro daddy material), che, scopriamo, è il grande amore di gioventù di Ruby Sheridan (Cher)… La madre di Donna! Fin dall’inizio del film è chiaro che Ruby è un personaggio del tutto diverso da quanto veniva lasciato intendere in Mamma Mia: è una cantante che non lascia Las Vegas da anni e che quando Donna era bambina se la portava in giro in tour. Nel 1959 (un anno prima della presunta nascita di Donna… Chi vuole intendere intenda) in Messico, ha il cuore spezzato dall’affascinante Fernando, che ritrova ovviamente cinquant’anni dopo, quando arriva a sorpresa a Kalokairi. Certo non è morta, e certo non sembra piena di Catholic guilt.

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Cher e Andy Garcìa coronano il loro sogno d’amore

Tutto sommato, Mamma Mia: Here We Go Again è un film perfettamente godibile, complice anche la bravura di Lily James che è assolutamente perfetta per il suo ruolo di giovane Donna.
Certo, se avessero prestato più attenzione a questi dettagli (importantissimi per i fan pazzi come me che hanno avuto dieci anni per imparare Mamma Mia a memoria) sarebbe senz’altro stato meglio.

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