David di Donatello 2019: pronostici e promesse

Il cinema italiano è stato a lungo stuprato, bistrattato, insultato, strapazzato e umiliato. Ma negli ultimi anni soffia un vento nuovo, un vento che finalmente ha lasciato andare stereotipi e luoghi comuni e ha fatto largo a un cinema che ha il sapore della rivalsa, della rivincita. Se oltralpe i nostri artisti vengono riempiti di lodi (da Nanni Moretti nei primi posti dei Cahiers du Cinema all’ultimo Orso d’Argento vinto a Berlino), in Italia le cose sembravano andare parecchio a rilento. Per questo quando ho letto le nomination ai prossimi David di Donatello sono rimasta piacevolmente sorpresa: il cinema italiano è forte, potente, ma soprattutto stanco di essere assuefatto da illazioni politiche che non appartengono all’animo, al cuore e alla cultura italiana.

Lungi da me fare un discorso patriottico o incline alle velleità del mio Paese, ma questi artisti (emergenti e non) sembrano veramente stanchi di stare a guardare un Paese in rotta di collisione con il “nullazismo”, e nella stagione scorsa ci hanno regalato delle emozioni che difficilmente potranno essere oscurate da prodotti oltreoceano. Dopo la delusione della novantunesima cerimonia degli Oscar, mai come quest’anno sono orgogliosa di questa nuova ondata artistica che si respira in Italia; cinema e politica hanno sempre avuto un rapporto disfunzionale, ed è strano come uno strumento così potente che storicamente è stato utilizzato così male oggi metta in risalto quell’ancestrale bisogno di reagire, di non rimanere in silenzio. Se qualcosa deve arginare la deriva di questo Pese, oggi quel qualcosa risiede proprio nell’arte; non possiamo vivere nel passato e portare alto lo stendardo di De Sica e del Neorealismo, soprattutto se finanziamo cinema che di film di De Sica proiettano solo quelli di Christian.

Di talenti contemporanei l’Italia ne ha da vendere, ma sono sfruttati male e/o schiacciati dall’enorme fardello della battuta media che fa ridere i più, ma lo stato delle cose sta cambiando e questi David ce lo dicono chiaramente: non il cinema italiano, ma la società è stata a lungo stuprata, bistrattata, insultata, strapazzata e umiliata. I film candidati raccontano una società allo sfacelo, mettendo in risalto i rapporti di uno contro tutti.
Capri Revolution, Dogman, Sulla mia pelle, La terra dell’abbastanza, Lazzaro Felice: ci raccontano tutti storie che conosciamo, storie che abbiamo imparato a nascondere sotto il tappeto della memoria berlusconiana; raccontano un’Italia troppo a lungo dimenticata, che ha bisogno di verità, sentimenti, profondità. Negli anni scorsi moltissimi autori ci hanno regalato delle perle passate in sordina per il grande pubblico animato dalle pance piene di panettone e di risate zaloniane, e oggi è particolarmente interessante guardare quegli anni oscuri di potere politico contemporaneamente alla manifestazione di questo potente e profondo sentimento artistico. Indipendentemente da chi sarà il vincitore che si porterà a casa l’ambita statuetta, tutti i film nominati per un motivo o per un altro hanno il merito indiscutibile di essere dei capisaldi dell’ultimo anno che ci siamo lasciati alle spalle.
Come cinefili, rivoluzionari, critici, ribelli, pieni d’arte e poveri in canna: lanciamo la sfida che il prossimo anno il cinema italiano sarà ancora meglio e teniamoci stretta la speranza che mai l’arte si stancherà di essere una spina nel fianco.

Questi sono i miei pronostici di alcune delle categorie che verranno premiate durante la sessantaquattresima edizione dei David di Donatello.

MIGLIOR SUONO
CAPRI REVOLUTION, di Mario Martone

MIGLIOR MONTATORE
JACOPO QUADRI e NATALIE CRISTIANI – Capri Revolution

MIGLIOR SCENOGRAFO
DIMITRI CAPUANI – Dogman

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
ARACEAE (musica di Apparat e Philipp Thimm, testo di Simon Brambell, interpretata da Apparat) – Capri Revolution

MIGLIOR MUSICISTA
APPARAT e PHILIPP THIMM – Capri Revolution

MIGLIORE AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
PAOLO CARNERA – La terra dell’abbastanza

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
JASMINE TRINCA – Sulla mia pelle

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
MARCELLO FONTE – Dogman

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
ANNA FOGLIETTA – Un giorno all’improvviso

MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA
LUCA GUADAGNINO, WALTER FASANO, JAMES IVORY – Chiamami col tuo nome

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
ALICE ROHRWACHER – Lazzaro felice

MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE
FABIO e DAMIANO D’INNOCENZO – La terra dell’abbastanza

MIGLIOR REGISTA
MARIO MARTONE – Capri Revolution

MIGLIOR FILM
DOGMAN di Matteo Garrone

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