Il cinismo ai tempi di Instagram: il caso dell’Estetista Cinica a ‘Popolo Sovrano’

Nella mia vita mi capita di usare Instagram come tappa buchi nei momenti più inutili: quando sono sull’autobus, sul water, mentre aspetto che si cucini la pasta, quando accendo il computer… Per me i social non sono mai stati niente di serio, ma ne capisco l’importanza. Instagram, per esempio, non dovrebbe avere come obiettivo quello di plasmare e condizionare le menti; tuttavia non possiamo fare a meno che scontrarci con la dura realtà delle cose.
Oggi qualsiasi cosa venga pubblicata ha un peso e un valore, anche economico, e abbiamo, da tanto, ormai, superato i confini del giusto e dello sbagliato; abbiamo lasciato e sottovalutato qualcosa di potenzialmente innocuo nelle mani di personaggi (oggi influencer) che non sono in grado di gestirlo. I tempi sono cambiati da quando si sognava di avere un qualsiasi talento, e oggi è letteralmente angosciante pensare di aspirare a diventare degli influenzatori di masse.
Ovviamente non è una generalizzazione, e Instagram, come Facebook, ha portato a tutti dei grandissimi vantaggi, a seconda dei propri interessi. Il dilemma che mi assale costantemente riguarda i “grandi influencer”, ovvero quelli che dicono “tutte le donne sono belle” e poi sponsorizzano tè detox dimagranti perché tutte le donne sono belle, sì,  ma se sei magra lo sei di più; quelli che non riescono mai a esporsi su un qualsiasi argomento per paura di perdere followers; quelli che per soldi rinunciano all’etica e alla morale; o quelli che semplicemente veicolano messaggi sbagliati e/o scientificamente confutati.
A questo punto parlare di ragazzine come vittime e di influencer come carnefici mi sembra riduttivo e soprattutto è un discorso molto più vicino al problema di Hilbert o alla nascita dell’uovo e della gallina. Quello di cui mi interessa davvero parlare non riguarda la responsabilità di questi personaggi, non riguarda la morale e soprattutto non riguarda un manifesto contro l’utilizzo che si fa dei social (almeno non per adesso).

Tra video di gatti sull’aspirapolvere e altri su come ricavare dai colori a tempera un lucernario orribile, mi è capitato di guardare le stories di una delle mie influencer preferite: l’Estetista Cinica.
Per chi non la conoscesse, lei si presenta nel suo shop online così: “Sono Cristina. Studi classici, ex bambina grassa, aspirante super eroina, i costumini stretti mi stavano male. Sfido la cellulite col camice che non mi tira sui fianchi e coi capelli perfettamente piastrati.”. Per me è l’influencer italiana più incazzata e intelligente nel campo del beauty e della cosmesi. Cristina veicola messaggi giusti, è una donna forte, indipendente, con un crescente impero economico e un esercito di followers che lei chiama amorevolmente “fagiane” (in riferimento a Zerocalcare).
Nelle sue stories, l’Estetista Cinica sponsorizza, come tutti gli influencer, alcuni prodotti della sua azienda, portando avanti battaglie molto importanti che riguardano soprattutto le donne. Urla alle fagiane di non comportarsi da idiote e di guardare sempre alla realtà con senso critico e ironia, ma soprattutto parla di accettazione prima che di miglioramento, pur essendo parte del mondo beauty (“beauty pa-guru”, si definisce lei).
A farla infuriare questa volta è stata la sua partecipazione a un programma di Rai2: Popolo Sovrano.
Cos’è successo? Durante la puntata si parlava di bellezza e canoni estetici, ma purtroppo l’Estetista Cinica non è riuscita a intervenire e il discorso si è spostato su un territorio aspro e di dubbio gusto. Cristina invita le fagiane a non rivedere la puntata per non dare visualizzazioni a un programma che ha preso un tono e un colore sbagliato (e pensare che era proprio nella trasmissione Popolo Sovrano che la mia amata Daniela Collu ha portato finalmente alla luce la questione “non tutte le donne vogliono essere mamme”).
Sostanzialmente, la mia beauty pa-guru preferita non era incazzata tanto per la sua “ostracizzazione” quanto per i contenuti della puntata che guardavano alla chirurgia plastica e alla ragazza-selfie come un ideale a cui aspirare per essere a proprio agio con se stesse; niente di più lontano da tutto ciò che Cristina promuove. Il discorso importante non riguarda tanto la chirurgia plastica (che nel 2019 dovrebbe essere ormai un argomento sdoganato e superato), ma la rappresentazione circense e trash della stessa. L’accanimento dell’estetista riguarda il messaggio che è stato fatto passare: “dire in televisione che quando non ci si accetta si può intraprendere un percorso psicologico o andare dal chirurgo plastico e che dal chirurgo plastico ci si mette meno a risolvere il problema è uno dei momenti più bassi della televisione italiana”.

Ho preso spunto dalle stories della cinica e soprattutto dell’ultimo intervento di Daniela Collu (presente anche lei in studio) per parlare degli standard di bellezza a cui sono costrette le donne: si parlava di perfezione del viso, degli occhi, del naso, del sedere, del fisico. Ma chi detta effettivamente questi canoni? Chi stabilisce effettivamente cosa è bello e cosa è brutto? Noi donne sin da quando nasciamo siamo portate a confrontarci con dei canoni estetici alti, inarrivabili. I social non hanno fatto altro che incrementare ideali irreali e controproducenti, e la realtà purtroppo è che spesso siamo noi a essere carnefici di noi stesse, quando guardiamo le altre donne come aspirazioni personali e alla bellezza come una luce in fondo al tunnel. In verità le cose stanno drasticamente cambiando e la diversità come “nuova amica del cuore” è una tematica sempre più discussa e raccontata. Dobbiamo iniziare a pensarci come esseri pensanti e intelligenti, prima di essere solamente e semplicemente belle, perché non c’è niente di peggio di un bel viso vuoto. Le donne devono iniziare una battaglia con lo specchio che duri l’arco di una vita intera, soprattutto in una società come questa così profondamente e subdolamente maschilista. Non siamo abituati alla sostanza quanto all’apparenza. Non siamo abituati a parlare quanto a posare. Non siamo abituati ad ascoltare quanto a giudicare.
L’Estetista Cinica è anche convinta che i social stiano educando alla diversificazione e portino a un miglioramento; io spero davvero che lei abbia ragione, ma quando vedo i numeri dei seguaci delle altre influencer mi perdo nel baratro dello sconforto e non c’è Fabrizio De André che tenga: non da tutto il letame possono nascere i fiori.

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