Qualche mese fa, a ridosso del mio compleanno, ho pubblicato il mio primo libro in versione ebook su Amazon. Il titolo è The Orange Way: NICO (Rose d’autunno), abbreviato in TOWN. Per acquistarlo o per dargli un’occhiata potete cliccare qui.

Non so perché ho aspettato tanto tempo per parlarne. Ricordo che insieme al libro avevo preparato una bozza da pubblicare una volta tornato dalle ferie. Poi, però, qualcosa è andato storto: l’ho pubblicizzato sui vari social networks e basta.
Ma, come si dice, meglio tardi che mai.

La trama è la seguente:

Nico è un giovane ragazzo gay che vive a North Bay, in Canada, con i suoi due migliori amici Jack e Amanda. Dopo che Sarah, sua madre, ottiene una parte importante in un film ambientato negli Stati Uniti, Nico si trasferisce a White Plains, dove trascorrerà il suo ultimo anno di liceo. Ma non sarà tutto rose e fiori: Nico scoprirà un mondo nuovo, che lo metterà a dura prova con le sue tentazioni. Non sarà facile trascorrere tanti mesi lontano dalle uniche due persone per le quali darebbe la vita; e la presenza di nuove amicizie, amori ossessivi, pericoli e relazioni segrete tesseranno la trama della sua storia. L’importante, comunque, è che stia lontano dai guai… anche se non è difficile immaginare come andrà a finire. D’altronde, è Nico.

Sì, lo so, avrei potuto scrivere qualcosa di più accattivante e meno prosaico, ma tant’è.
Da quando l’ho pubblicato ho ricevuto quattro recensioni positive su Amazon, che mi hanno dato una carica incredibile di autostima. L’ultima è arrivata da poco, in realtà, e forse è proprio merito suo se ho deciso, dopo mesi dalla pubblicazione, di scriverci un articolo.

Un mio lettore, a proposito del libro, un giorno mi disse: “scrivi molto bene, davvero, tu sei bravo, ma non so se consiglierei mai questo libro a qualcuno”.
Ha ragione. Neanch’io probabilmente consiglierei mai questo libro, a meno che non sia sicuro di trovare di fronte a me un altro Felix White che assomiglia in tutto e per tutto al Felix White che scrisse questo libro.
Penso che il più grande pregio di questo libro sia anche il suo enorme difetto: parla come un adolescente gay, proprio perché scritto da un adolescente gay. D’altronde ognuno scrive di quello che vorrebbe leggere, no? Tornando indietro, a quell’età avrei pagato caro per un romanzo così. Ma la sua magia termina qui, temo: credo che difficilmente una persona matura, distante dal tema e dal genere possa apprezzarlo (anche se le recensioni un po’ smentiscono il mio pessimismo).
Il linguaggio e lo stile vestono i panni del protagonista. La storia, gli intrecci e i personaggi sono frutto della fervida immaginazione di un adolescente costretto a rifugiarsi in mondi paralleli per sopravvivere. Anche se ribadisco più di una volta di averci messo quasi otto anni per scriverlo, in realtà si tratta del tempo che ho impiegato per dargli una forma migliore, leggendolo e rileggendolo fino allo sfinimento.
Il romanzo in sé e per sé lo scrissi di getto a quell’età: a sedici anni, quando ti ritrovi catapultato nell’isola dell’adolescenza, e non sai più chi sei.

Perché bruciarsi quindi la carta del “primo romanzo” così? Perché, nonostante tutto, io ci credo: io credo a Nico, credo alla sua storia e credo ai suoi amici. Credo che anche se alla maggior parte dei lettori può non piacere, ci sarà sempre qualcuno che riuscirà a evadere grazie a questa storia. Qualcuno che riuscirà a calarsi nei panni del protagonista e vivere una vita parallela che, nonostante la parte tragicomica, io stesso avrei dato l’anima per vivere.

Questa, comunque, è solo la prima parte. In cantiere c’è la seconda, che oltre a rileggere e modificare devo ancora finire di scrivere. Mi auspico che, in onore di un anno dall’uscita, quindi a marzo 2018, riuscirò a pubblicarla. Ma ho imparato a non fare più promesse.
Di una cosa però sono sicuro: quando il romanzo sarà completo, darò la disponibilità ad acquistare anche la versione cartacea, oltre all’ebook, perché ho constatato da giudizi esterni che purtroppo anche questo è stato un limite per molte persone.

Concludo ringraziando tutti coloro che hanno acquistato il libro, che lo hanno letto, o anche solo che ci hanno provato. Ammetto che ricevere i primi soldini per qualcosa che hai fatto tu, solo tu, interamente tu, è una soddisfazione unica.
Perciò grazie, so per certo che lungo la mia strada da scrittore avrò i miei alti e bassi, ma, come dire, spero che almeno sarà un’altalena divertente.

copertina

Sono uno scrittore che non punta alle stelle, ma ai buchi neri.

3 Comment on “Ho scritto un libro: TOWN

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