Sì, come una fenice resuscito dalle ceneri per scrivere la recensione del libro che mi ha fatto tornare la voglia di leggere e di scrivere. Perché è questo il merito più grande che attribuisco all’opera prima di Francesca Bufera: essere una fonte d’ispirazione. E cosa c’è di più soddisfacente, per uno scrittore?
Ma partiamo dall’inizio.
Quando ero un giovane aitante che pubblicava i suoi capolavori letterari su EFP, la persona che tra tutti ammiravo e stimavo di più era proprio lei: alias BuFr, che con le sue storie e il suo talento mi trascinava ogni volta in un sogno dal quale era difficile svegliarsi. Ricordo che leggevo i suoi capitoli e puntualmente mi meravigliavo di quanto fosse brava, di come riuscisse bene a narrare le vicende di personaggi dotati di forma e sostanza con una scrittura matura e grintosa.
Oggi sono felice di aver pensato lo stesso per ogni pagina del libro che ho letto. Perché questo è il suo vanto più grande: catapultarti nella storia facendoti dimenticare tutto il resto, grazie a quello stile così conturbante da lasciarti in bilico a chiederti se un giorno anche tu sarai altrettanto bravo.

Clover è un libro che si legge tutto d’un fiato, nonostante la struttura solida e robusta. La storia ruota attorno a Christian, giovane efebo che inizia il suo percorso verso la fase adulta nella rocambolesca Cardinal, città immaginaria della California. Qui si scontrerà con quella parte (sovrannaturale) di se stesso che non vuole accettare, perché troppo strana e imprevedibile, poiché lui, d’altro canto, non vorrebbe altro che vivere una vita normale come tutti i ragazzi della sua età. Ma la sua, purtroppo, è una sorte i cui fili sono stati già tirati, gli stessi che lo legano al destino di tre uomini alquanto avvenenti: Will, il poliziotto dalla corazza impenetrabile; Tyler, il ragazzo della porta accanto; e Harry, il cattivo della situazione. Christian intraprenderà così un viaggio alla scoperta di se stesso, di ogni sua parte più recondita, lasciandosi guidare (e a volte sbattere) come una nave dalle onde di un mare in burrasca.

Inutile provare a spiegare la gioia nel leggere una storia slash (ndr: a tematica omosessuale) scritta da una ragazza italiana che non sia tra le pagine del web.
Questa è la prima cosa che ho pensato, leggendo il libro. Essendo anch’io un autore di opere slash, mi sono sentito, oltre che rappresentato, giustificatoquello dello slash non è un genere che si trova tutti i giorni nelle librerie, e poter leggere una storia simile con la copertina rigida mi ha fatto emozionare come un bambino al furgone dei gelati.
E, cosa ancora più importante, mi ha ridato speranza: speranza che se hai talento, come l’autrice del libro, allora forse un giorno ti sarà riconosciuto.
Anche se scrivi una storia sovrannaturale con un quadrilatero sentimentale omosessuale.

Perché è questo che conta, alla fine: Clover non è solo un romanzo slash, ma una storia di formazione che filtra attraverso riti d’iniziazione più o meno tipici. L’elemento fantasy è presente ma non prevaricante; anzi, diciamo che fa di continuo staffetta al genere sentimentale, incontrandosi e sposandosi più volte, dando vita a un matrimonio – poligamo – piuttosto eterogeneo al quale sono stato felice di partecipare come testimone.

Clover non è una storia fuori dai cliché. Non è una storia che punta a riscrivere i tòpos letterari del genere narrativo: è una storia che vuole sedurti e appassionarti, come i personaggi che rubano il cuore a Christian.
E ci riesce: grazie a uno stile mai lento o ridondante, Francesca Bufera si impossessa del tuo tempo libero e non te lo dà più indietro. Ti senti parte della storia, parte del cerchio. Vorresti entrare nel libro per riprendere Christian quando fa una cazzata, e subito dopo preoccuparti per lui. Vorresti tirare le redini della sorte a tuo vantaggio, verso il tuo preferito, ma sai già che non servirebbe a niente: come il protagonista del libro, non puoi pretendere di avere la meglio sugli eventi nefasti della vita. Perché anche quelli fanno parte di quello che sei.

Chapeau all’autrice, quindi. In attesa di poter accalappiare dagli scaffali di qualche libreria il seguito delle avventure di Christian, porgo – di nuovo – a Francesca le mie più sincere congratulazioni per essere riuscita ad arrivare dove tanti di noi sperano di arrivare, un giorno.
Senza dover per forza aspettare di cavalcare fin lì con il nostro cavallo di battaglia, ma anche con un feuilleton zeppo di gente che popola la nostra testa da quando abbiamo quindici anni, magari.

LINK AMAZON

4fc8bkn

Scritto da Felix White

Sono uno scrittore che non punta alle stelle, ma ai buchi neri.

One comment

Se vuoi, lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...